LED professional Symposium

Quest’anno APIL ha partecipato, per la prima volta, al LED Professional Symposium di Bregenz, evento annuale di richiamo internazionale, dedicato alla tecnologia allo stato solido.

Dunque, in quest’edizione 2016, oltre alle importanti tematiche legate sull’innovazione della tecnologia LED, si è parlato anche di Lighting Design, durante i seminari che hanno visto coinvolti alcuni nostri soci: Susanna Antico, Roberto Corradini, Helena Gentili e Giulia Gobino.

Qua sotto il video promozionale dell’evento di quest’ultima edizione 2016

 

Il Call For Paper

Un evento davvero d’eccezione a cui non mancheremo la prossima edizione, per tutti gli interessati segnaliamo che sono da poco aperti Call For Paper, per partecipare come relatore al LED professional Symposium +Expo (LpS) 2017

Requisiti:

I papers presentati dovranno essere unici e mai presentati altrove, e  saranno presentati  in English in 25-minuti durante il  LpS 2017.  Per inviare l’abstract : www.LpS2017.com/call-for-papers.

  • – Feb 3, 2017: Call for Papers Deadline
  • – April 3, 2017: Notification of Acceptance
  • – June 2, 2017: Submission of Full Paper
  • – Sept 11, 2017: Submission of Final Presentation
  • – Sept 26-28, 2017: Lecture at the LpS 2017 Event

Il tema del LpS 2017

La prosssima edizione del LpS 2017 si focalizzerà sul tema “Smart Technologies for Lighting Innovations”. Esperti dal mondo accademico ed industriale sono invitati a inviare un abstract per presentare nuove innovative ricerche di settore che potranno essere presentate durante l’evento che si svolgerà tra il 26 e il 28 settembre 2017 a Bregenz in Austria

LpS 16

Led professional Symposium auditorium

I vantaggi di partecipare come speaker al LpS sono 8:

  • Possibilità di vincere il LED professional Scientific Award.
  • Il tuo paper sarà pubblicato all’interno del  LpS 2017 proceedings booklet.
  • Ricevere il  3-day Symposium Pass per accedere a tutte le conferenze.
  • Ricevere il ticket per il tour sul lago di Constanza.
  • Scambiare informazioni con esperti del settore
  • Migliorare ed ampliare le tue conoscenze
  • Visitare oltre 100 stand di altrettanti produttori leader di settore
  • Creare nuovi contatti e realizzare nuovi network di lavoro.

Aree di applicazione di cui dovranno trattare gli abstract sono:
Human Centric Lighting, Indoor Lighting, Outdoor Lighting, Automotive Lighting, Transportation Lighting, Architectural Lighting, Signage Lighting, Stage Lighting, Museum Lighting, Horticultural Lighting and Medical Lighting.
Le presentazioni dovranno trattare di:

Lighting Systems, Light Sources, Optics, Electronics, Drivers, Thermal Management, Measurement, Testing, Security, Reliability, Smart Controls, Smart Sensing, Intelligent Lighting, Networks, Cloud Systems, IT Systems, Software, Apps, Standardizations, Lighting Design, Cost, Manufacturing and Equipment.

Davvero un evento da non perdere, cosa aspettate?

Danilo Paleari

La notte del 17 luglio è mancato un  professionista competente e serio. Una sua collega mi ha detto: “Non è giusto, perché era una bella persona, un uomo buono”.

E’ vero, Danilo Paleari anche a me aveva dato subito questa impressione. Personalmente non ho avuto molte occasioni per incontrarlo, l’ultima volta è stato durante un aperitivo APIL. Lo ricordo come una persona riservata di cui però si sentiva spesso parlare e sempre in maniera molto positiva.

Era presente, anche senza esserci fisicamente. Era, nel nostro mondo, una persona di riferimento.

Gli studenti del Politecnico che hanno avuto la fortuna di seguire le sue lezioni e i tanti colleghi che lo hanno conosciuto, sono certa che lo ricorderanno sempre con  affetto. Così come tutti noi di Apil.

Il dolore per la perdita per una persona così è molto forte. E’ forte soprattutto perché era giovane e dunque aveva, agli occhi di tutti, una scorta indiscussa di futuro. Danilo aveva  una conoscenza preziosa e rara, una conoscenza importante per la comunità in generale, non solo per quella dei lighting designer.

Un’interruzione di vita purtroppo annunciata: da tempo non si sentivano più buone notizie.  Gli amici più cari raccontano, con discrezione, del modo in cui lui ha affrontato la malattia: guardandola in faccia e cercando di sfruttare ogni momento che gli era rimasto. Questo aspetto mi ha colpito molto, questo voler condividere con gli amici più cari non solo la conoscenza accademica e professionale acquisita, ma anche il suo modo di essere come persona.

Purtroppo la sua presenza al “Progettare il Progettista” era stata  disdetta all’ultimo momento cancellando -ed ora sono costretta a dire per sempre- un’occasione di scambio e di arricchimento intellettuale.

A nome della comunità di APIL e di tutto il Consiglio desidero condividere il ricordo di questa bella persona e della sua competenza: grazie Danilo.

Susanna Antico

Presidente APIL

 

 

APIL LIGITH TALK

Giovedì scorso si è svolto il primo APIL Talk del 2016, sul tema della nuova normativa UNI11630

Criteri di Stesura del Progetto d’illuminazione.

Tre ore di dibattito interessante sulla professione e sul progetto della luce, con un ottimo riscontro in termini di partecipazione: più di ottanta partecipanti in sala e molti altri in diretta streaming!!

APIL LIGITH TALK

Susanna Antico, presidente APIL, da il via alla conferenza.

Vi riportiamo qua di seguito alcuni commenti di Susanna Antico, presidente di APIL, che riassume ed approfondisce alcuni argomenti trattati durante la conferenza.

Apil Talk un vero successo!

La seconda edizione dell’APIL Talk ha superato la prima  per numero di partecipanti e vivacità della discussione. Il primo APIL talk era ghiotto, ma era di ascolto, di condivisione di bei progetti.

Questo ci ha toccato in maniera più profonda, perché ha trattato il  tema del futuro e, dunque, il costruire qualcosa di concreto in una professione che, come la luce, non è effimera proprio per niente.  L’abbiamo condiviso in tanti e con passione.

Ci sono colleghi che hanno fatto oltre 600 chilometri per essere presenti.  Tanti anche i collegamenti in streaming, aspetto che ha fatto sì che, per usare le parole del socio Andrea Ingrosso, che ci seguiva da Lecce, APIL abbia smesso di essere solo milanese.  La presenza di ieri  ha dimostrato  quanto la necessità di realtà e, dunque, di confronto sia forte nella comunità dei progettisti della luce.

Come presidente di APIL mi fa sorridere, un sorriso di compiacimento, perché significa che l’associazione sta andando nella direzione giusta.

Approfitto di questo spazio  per riprendere alcuni aspetti di quanto è stato detto ieri e per invitare chi avesse voglia di proseguire la discussione a farlo, a scrivermi o commentare qua sotto.

APIL LIGITH TALK 03 PROGETTO ILLUMINAZIONE

Un momento dell’intervento di Marco Palandella

APIL LIGITH TALK 03 PROGETTO ILLUMINAZIONE

L’intervento di Pietro Palladino

La professione di lighting designer

Si è parlato di una professione con cui non si fanno soldi (o la fame, addirittura!). Non è vero. Il punto è che non si può dare  un prezzo alla passione e a molto del lavoro intellettuale.

La nostra, come tutte le libere professioni intellettuali, risente del fatto che non sia possibile far pagare al cliente tutte le ore effettive  di lavoro: in alcune siamo molto produttivi, in altre meno e anche in quelle  in cui lo siamo meno paghiamo l’affitto, ecc.

Risentiamo sicuramente di un momento storico in cui  farsi pagare delle idee è difficile.

Non si fa la fame perchè si è lighting designer, si fa la fame se non ci si organizza e si fanno le scelte sbagliate.

Come in molti altri campi, ci sono molte opportunità ma bisogna essere competenti,  preparati, sapere fare bene  il proprio lavoro. Bisogna lavorare  in associazione temporanea per condividere peso e competenze e facendo regolarmente dei concorsi.

Bisogna avere  un’etica professionale, l’etica professionale paga sempre.

Bisogna sempre farsi pagare il progetto,   un progetto non è l’avere semplicemente prescritto degli apparecchi.

Possiamo decidere di regalare  il progetto, come ha fatto APIL con l’attività “ricicla ripensa e  ri-lighting” , ma la cosa è ben diversa!

Si è parlato di ordini, di ingegneri, di architetti, di firme. Di chi in sostanza è o può essere progettista della luce. Le competenze necessarie sono, giusto per citare le principali, le conoscenze di: fisica, illuminotecnica, matematica, percezione, colore, product design, lettura dello spazio, composizione dello spazio, paesaggio, elettricità, elettronica, arte, sociologia, filosofia, psicologia e così via.

Queste competenze non le ha l’architetto, non le ha l’ingegnere, come non le ha l’elettricista, il rivenditore di apparecchi di illuminazione, l’azienda che produce apparecchi , a meno che non abbia in casa un serio ufficio di progettazione con all’interno progettisti della luce competenti, che  però lavorano senza che ci siano le condizioni che  permettono di esprimere le loro potenzialità e la loro bravura.

Non le ha l’interior designer, non le ha  il  Product Designer, non le ha  il perito.

Alcune professioni sono addirittura un po’ “pericolose” per l’affermarsi  della figura del del progettista della luce.

L’architetto è “pericoloso” perché, non avendo le competenze, è a disagio nel non averle ma, spesso, deve fare delle scelte che riguardano la luce. Spesso sceglie gli apparecchi dai cataloghi, valutandoli esclusivamente per  il loro aspetto estetico, ignorando totalmente l’effetto prodotto dagli apparecchi una volta accesi.

Poi ci sono degli architetti illuminati: non fanno un passo senza  il  progettista della luce, per qualche oscura ragione, però, tengono questo aspetto un po’ segreto. Forse perché per  loro, che sono illuminati, pensano sia giusto che ognuno faccia  il proprio mestiere. Voglio credere che lo ritengano un’ovvietà.

Queste competenze non le ha l’ingegnere elettrico, e anche lui è un po’ un problema: per tradizione l’ingegnere elettrico è quello che è sempre stato pagato per progettare  impianti elettrici.

Chi gli dice che i numeri e l’effetto psicofisico che la luce produce sull’essere umano non sono la stessa cosa?

progettare la luce

Chi può essere lighting designer

Tutti però possono diventare lighting designer, ovvero possono integrare  le loro conoscenze con dei corsi  supplementari o formandosi presso studi professionali, come ho fatto io.

Negli anni Novanta c’erano solo due città in tutto il mondo dove era possibile studiare  lighting design. Pensate alle opportunità che ci sono oggi.

Gli interventi dei progettisti della luce  negli ordini professionali è dunque importantissima, per spiegare, e far capire, le differenze. Per identificare  il professionista e  la sua utilità.  Quale è il percorso, dunque, per diventare progettista della luce? La condizione fondamentale, secondo me, è l’essere attratti, quasi rapiti, dalla forza della luce nel modificare lo spazio e l’ambiente senza alterarlo fisicamente e dalla forza della luce nel suscitare emozioni.

Ci deve essere questo interesse, Il resto si impara. Usare la luce significa imparare a guardare, ad osservare, a scoprire  i meccanismi della percezione. Anche  un avvocato può diventare lighting designer, ciò che  importa, per difendere la qualità della professione e di coloro  che la esercitano con serietà, è che si impari a farlo, acquisendo le conoscenze necessarie.

Ci sono studi che sicuramente facilitano e velocizzano il raggiungimento di un livello di autonomia nella progettazione della luce, ma l’integrazione e lo studio autonomo sono fondamentali.

Non dimentichiamoci che, come liberi professionisti, vendiamo il nostro tempo e le nostre idee. Avere delle idee sempre nuove e accattivanti richiede  un aggiornamento continuo.

Si è parlato dei soci APIL, chi sono, cosa  serve per  iscriversi ad APIL.

Per far parte dei soci APIL (perché ci sono anche i simpatizzanti) bisogna saper fare e gestire  un progetto di luce che abbia  le  caratteristiche del progetto con la “P” maiuscola.

Categorie di soci

Per sentirsi a proprio agio con la progettazione della luce ci vogliono tanti anni. A seconda delle caratteristiche della base su cui si è costruita la professione, il processo è più o meno lungo. Ci cono studi che velocizzano il processo perché contengono discipline fondamentali per la professione come, ad esempio, l’interior design, l’architettura, l’urbanistica, il paesaggio, il design industriale, l’ingegneria elettrica ed elettronica, ma non bastano.

Chi ha studiato storia o letteratura  ha ugualmente  un bagaglio culturale interessante, ma deve  integrarlo maggiormente.

La professione del progettista della luce richiede competenze che si consolidano nel tempo. Molti soci APIL sono ingegneri, o architetti, o periti? Quello che so è che  sono progettisti della luce e sanno progettare con  la luce.

La Commissione Soci li ha valutati per le loro competenze e la loro esperienza nel campo della luce, come progettisti indipendenti e, dunque, in grado di appartenere alla categoria.

Chi si improvvisa o non ha le competenze adatte, fa dei progetti brutti e sgradevoli, nuoce alla professione e nuoce anche a chi il mestiere , invece, lo fa davvero bene.

Attenzione: il mondo è pieno di ottimi progettisti che non sono iscritti ad APIL.

Bisogna distinguere tra interesse e professionalità.

Non a caso  APIL ha ottenuto, come Associazione, il CLD (Certified Lighting Designer).

APIL crede che questa professione possa essere “imparata anche solo a bottega”, presso studi professionali,  ma bisogna impararla bene.

CLD certifed lighting designer

Negli Stati Uniti, paese dove la professione del Lighting Designer è più  affermata,  molti professionisti sono iscritti alla IALD, Associazione che negli anni si è guadagnata  una reputazione e dunque un’affidabilità che sono diventate, per chi è iscritto, sinonimo di competenza nel campo della luce.

Ci sono professionisti non iscritti alla IALD o ad altra associazione che lavorano comunque  e tanto, perché sono competenti.  In paesi come gli Stati Uniti, il problema  è avere  una certificazione di qualità e non un riconoscimento formale, un atteggiamento molto diverso dal nostro.

Penso comunque che, grazie alle opportunità di lavoro che tutti noi abbiamo oggi anche, e soprattutto, fuori dall’Italia, dobbiamo investire  di più nel diventare professionisti competenti e fare gruppo, condividere e credere  che le cose cambieranno e miglioreranno!

Buon inizio settimana a tutti e scrivetemi ad apil@federlegnoarredo.it o commentate qua sotto aggiungendo le vostre riflessioni!

Susanna Antico, Presidente APIL.

 

CLD cerfied lighting designer

Gentili soci, cari amici, abbiamo il piacere di segnalarvi una bella notizia!

APIL entra nel circolo delle associazioni approvate dalla Commissione che regola la Certificazione del Lighting designer – CLD Certified Lighting Designer.

Nel mese di ottobre 2015 avevamo organizzato un’evento dedicato al CLD, durante il quale i membri della Commissione hanno presentato e spiegato i criteri e motivazioni della Certificazione Internazionale.

Nello specifico, Il programma di certificazione è stato elaborato e testato negli ultimi 6 anni dai membri della ‪‎IALD International Asosociation of Lighting Designers e poi, in seguito, da una commissione indipendente, i cui membri fanno parte di diverse associazioni internazionali. Infatti molte associazioni ed istituzioni internazionali sono già partner del CLD, proprio per garantire una formazione e un riconoscimento concreto per la professione del lighting designer.

Apil aveva in effetti fatto richiesta per entrare nella rosa delle associazioni approvate da CLD poichè tutti i requisiti di ingresso in Apil corrispondono a quelli che CLD considera come validi.

Da questo momento gli iscritti APIL, non solo potranno godere di facilitazioni nella domanda di ammissione alla certificazione, ma insieme ad altre associazioni di lighting designers indipendenti accreditate, entra a far parte del circuito internazionale CLD.

Un’opportunità unica per il futuro dei lighting designer e per il futuro della professione!