LEDRiceviamo da Pietro Palladino e volentieri pubblichiamo, un breve ma chiarificatore testo sulla recente pubblicazione CIE TR 205/2013  dal quale si evince in maniera inequivocabile, che le installazioni a led richiedono un progetto che contenga, necessariamente, informazioni aggiuntive rispetto a un progetto che preveda l’impiego di sorgenti tradizionali. Nel documento allegato potrete trovare una chiara disamina di quanto previsto e ringraziamo il prof. Palladino, già autore di un interessante testo sulla luce elettronica edito da Tecniche Nuove,  per averci fornito ulteriori spunti per commenti e valutazioni . (a.i.)

(articolo TR 205 )

mappa_lumen

Dopo 2 anni di intenso lavoro della Commissione Regionale composta da tutti i componenti la “Filiera della Luce” finalmente è stata pubblicata sul BUR l’aggiornamento della Direttiva o Regolamento Attuativo sull’applicazione della Legge Regionale n. 19/03 “ Norme in Materia di Riduzione dell’Inquinamento Luminoso e di Risparmio Energetico”.

Alcune delle principali novità sono:

– estensione delle Zone di Protezione anche ai corridoi ecologici;

– limitazione delle Zone di Protezione a solo due fasce (quelle più ampie) dei 25 Km e 15 Km (eliminata quella da 10Km) con semplificazione del percorso per la loro richiesta;

– maggiore tutela delle Zone di Protezione (rispetto al resto del territorio) con ammissione al loro interno, solo di sorgenti al sodio alta pressione;

-obbligo di redazione del piano della Luce entro due anni;

– fuori dalle zone di protezione, ammissione delle sorgenti al sodio alta pressione e altri tipi di sorgenti se la loro temperatura di colore è minore o uguale a 4000K. Le sorgenti con temperatura di colore maggiore di 4000K sono ammesse solo se presentano in fattore di effetto circadiano acv (da calcolare sulla base dello spettro certificato) minore od uguale a 0,60 (che è il valore tipico delle sorgenti fino a 4000K);

– identificazione dei parametri per l’illuminazione degli Edifici Storici e dei Monumenti;

– ammissione solo di apparecchi di illuminazione con IPEA di classe C o superiore (dai nuovi CAM);

– ammissione solo di apparecchi di illuminazione di gruppo RG0 o RG1 rispetto alla noma CEI EN 62471:2010 (classificazione per il rischio fotobiologico), ove non richiesta etichettatura secondo il rapporto tecnico IEC/TR 62471-2:2009- Tabella 1;

– ammissione solo di impianti con IPEI di classe B o superiore (dai nuovi CAM);

– identificazione delle figure professionali abilitate con una precisa indicazione dei documenti di progetto;

– fornitura (sul sito della Regione) di un foglio excel per il calcolo dell’acv, dell’IPEA e dell’IPEI a supporto dell’azione di controllo dei comuni;

– possibilità alle Province di conferire poteri di accertamento in questa materia alle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie);

– semplificazione della documentazione da presentare per gli impianti privati fino a 10 punti luce;

– obbligo annuale per i comuni di presentazione di un questionario per la costruzione del quadro conoscitivo regionale sulla pubblica illuminazione (se si vuole si può usare il foglio excel sul sito della Regione);

– redazione completa (allegato F) dei criteri per la definizione delle prestazioni illuminotecniche degli impianti funzionali di illuminazione;

So perfettamente che alcuni Soci non saranno pienamente soddisfatti ( quelli che non volevano nessuna limitazione circa l’Illuminazione cosiddetta Architettonica ) altri invece lo saranno perché questa Direttiva ribadisce l’obbligatorietà del Progetto, identifica le Competenze Professionali e definisce la Consistenza ed il Contenuto degli Elaborati di Progetto tanto da eliminare dal mercato i Progettisti “Copia-Incolla”………..la stessa impostazione che abbiamo dato per la stesura della CAM.

A mio parere questo documento potrà diventare punto di riferimento per altre Regioni come lo fu anche il precedente elaborato soprattutto con il contributo mio e di Bonata nell’agosto del 2005!!!

Renzo TEDESCHI

 allegato-alla-dgr-1688-del-18-11-2013

PLDC_2013_rgb_300dpi_webLa Professional Lighting Design Convention è un evento biennale dedicato ai professionisti e a tutti gli entusiasti del settore, infatti anche studenti, insegnanti, ricercatori, giornalisti e sponsor sono arrivati a Copenhagen da ogni parte del mondo per i pre-convention meeting (come quello dedicato agli insegnanti e alle università), per seguire il convegno durato tre giorni (per un totale di 77 interventi e visitare
l’esposizione degli sponsor).

Due le lecture e un “self running poster” di soci Apil selezionati tra le centinaia di submissions e molti gli italiani presenti tra i partecipanti (sia lighting designer, che studenti) e tra gli sponsor, senza i quali non sarebbe stato possibile organizzare un evento di così grande portata.

Marinella Patetta ha presentato: “Luxury brands: lighting designers and architects facing the challenges of towards sustainability” nel “Sustainable Lighting and Design track”, i presenti hanno apprezzato la qualità del lighting design italiano in un interessante excursus relativo all’uso delle sorgenti (dalle ioduri metallici ai led) nell’ambito di retail e hospitality per i brand di lusso, con conseguenti “ricadute” sui consumi e sulla sostenibilità del progetto.

Io ho avuto il piacere di condividere la mia esperienza nel management dello studio, con la lecture: “Lighting design and management: how healthy and successful is your practice?, è stato bello avere un feedback così immediato e riscontrare come sia difficile per i colleghi far andare di pari passo la creatività e la passione per il lighting design con l’organizzazione del proprio studio.

Qui le brevi interviste ai relatori che potete votare su Instagram.

Marco Palandella infine è stato selezionato (insieme ai colleghi Chiara Carucci, Roberto Corradini ed Elena Pedrotti)  tra i  16 poster ammessi grazie al paper “‘Shine a light on lighting design’…an open source tool”

Nei prossimi giorni vi racconterò altri dettagli di questa esperienza, se volete potete lasciare commenti anche per segnalarmi cosa vi interessa.

Susanna Antico

 

 

 

Luce&designVi segnaliamo sull’ultimo numero di Luce & Design, l’articolo a firma della presidente, arch. Cinzia Ferrara sulle attività finalizzate al riconoscimento della figura del lighting designer  messe in piedi da APIL. L’articolo evidenzia, in un momento di crisi del ruolo degli ordini professionali, come con la legge n. 4/2013 , ci si sia posti l’obiettivo di promuovere la conoscibilità e garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali attraverso una carta dei servizi che espliciti al meglio il ruolo del professionista. Un aspetto che passa, necessariamente, attraverso la definizione chiara di un incarico professionale ed i servizi che un professionista può dare per garantire una migliore qualità del proprio operato nel rispetto delle aspettative del cliente.

Tale aspetto, Vi ricordiamo, sarà oggetto del prossimo incontro presso la sede di APIL in foro Bonaparte, 65 a Milano il prossimo 19 settembre a partire dalle h. 10,00. Non mancate !!!