Il Sole 24 ORE organizza la quinta edizione del Forum di Architettura a Milano, il 25 giugno 2012 alle h. 9,00 presso la sede del gruppo 24 ORE, in via Monte Rosa, 91 (sala Collina)
L’evento costituisce l’appuntamento annuale che il Gruppo 24 ORE dedica al mercato della progettazione occasione di incontro e confronto tra i principali player del settore.
Attraverso i focus tematici, il Forum analizzerà le principali dinamiche che regolano il mercato globale dell’architettura, con approfondimenti sui temi del Green Building, dei materiali e delle tecnologie che nei prossimi anni costituiranno i driver della crescita economica del nostro Paese.
L’evento costituisce un’imperdibile occasione per tutti coloro che operano nel mercato della progettazione

per informazioni : http://www.formazione.ilsole24ore.com/st/architettura2012/

A Firenze è stata inaugurata, da poche settimane, la nuova illuminazione esterna del Duomo, che ha suscitato un acceso dibattito in città. Un importante quotidiano locale ha messo in rete un sondaggio per testarne il gradimento. Al momento in cui scrivo, il primo quesito (“…ti piace la nuova illuminazione?”) mostra un leggero vantaggio dei sì. Curiosamente, il risultato si ribalta invece sulla seconda domanda (“…dovrebbe essere abbassata?”), che vede una simmetrica prevalenza di chi vorrebbe il Duomo meno illuminato, ad indicare che una parte consistente di chi pure ha espresso gradimento, in realtà non è proprio completamente soddisfatta.

Ma insomma, diciamo pure che la situazione sia di sostanziale parità. Fin qui, tutto normale. Guelfi e Ghibellini:  se ce n’è uno favorevole ce ne dev’essere un altro contrario. E’  scritto nel DNA degli italiani, e dei fiorentini specialmente. Anche io ho partecipato a quel sondaggio, ma non voglio cavarmela con un “mi piace” / “non mi piace”, come se si trattasse di una pagina facebook. Voglio invece tentare una riflessione un po’ più articolata.

A mio giudizio, la sintesi più efficace della situazione, non è espressa tanto dalle risposte, quanto piuttosto dalle domande di quel sondaggio. Il fatto che un importante organo di informazione abbia chiesto ai propri lettori se avrebbero preferito una illuminazione meno intensa, porta infatti ad alcune riflessioni.

Se è stata posta quella domanda, è perché l’impostazione di quel progetto non consente di sottoporre a valutazione nulla altro che la sola quantità di luce. Il progetto cioè, ha dato per scontato che l’illuminazione dovesse essere gettata addosso al monumento, in modo indistinto. Le ombre annullate; i volumi e rilievi schiacciati; l’architettura appiattita e resa bidimensionale. Il progetto della luce, che dovrebbe essere fatto di differenze, di sfumature, di rispetto della architettura, di chiari e di scuri, è stato così ridotto appunto ad un pura questione di quantità.

E’ questo, purtroppo, un approccio che non è isolato ed è invece assai ricorrente nella illuminazione di architettura. L’oggetto illuminato, che dovrebbe essere il vero protagonista, viene trascurato, a vantaggio di un malinteso effetto di sensazionalità. La luce usata come fine e non come mezzo. Si innesca una spirale verso livelli di illuminamento sempre maggiori, dimenticando che ciò che fa risaltare un oggetto non è tanto la quantità di luce, quanto il contrasto che l’oggetto, ed ogni sua parte, hanno nei confronti degli oggetti che gli stanno accanto.

Nel caso di Piazza Duomo poi, questo approccio ha generato un ulteriore effetto collaterale. La quantità di proiettori e la loro collocazione sono tali che l’occhio del visitatore non può spaziare senza esserne abbagliato. Il ché oltre ad essere assai fastidioso, rende peraltro inutile quella illuminazione così elevata giacché, costringendo continuamente l’occhio ad adattarsi alle luminosità abbaglianti, fa apparire più buie proprio quelle superfici che si sarebbero volute enfatizzare.

Una volta, anni fa, un architetto belga,  per descrivermi l’effetto di luce che avrebbe voluto ottenere, usò una definizione che ho poi acquisito come postulato dei miei progetti: “silence des yeux”. Ecco: così come non si può ascoltare un concerto se non c’è silenzio in sala, allo stesso modo non si può apprezzare una meraviglia come il Duomo di Firenze se non c’è abbastanza “silenzio degli occhi”.

 

The Architecture School of the Polytechnic University of Madrid has launched an “Advanced Lighting Design Course” in Madrid.  The course is designed for young lighting designers (not only students) looking for a program that may give them additional knowledge, tools and practical skills to improve their careers. This course is unique in this new area of lighting education and is now accepting applications for September!
www.masterdia.com

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Sono rimasti solo 8 posti disponibili alla summer school organizzata da PLDA ed University of Florida dall’ 8 al 22 luglio 2012 presso il Vicenza Institute of Architecture University of Florida in Contra SS. Apostoli 55 a Vicenza. Il corso introduce la cultura della luce, sia come strumento espressivo che come strumento tecnico per un approccio alla progettazione sostenibile. La luce artificiale viene presentata non come un argomento indipendente, ma la sua integrazione con la luce naturale diviene una componente chiave per un impatto positivo sul benessere umano. Una intensa esperienza didattica sullo sfondo delle architetture venete, dove i partecipanti sono coinvolti nella luce come materiale per il suo design, la simulazione e l’integrazione sia con le architetture storiche che contemporanee. Il corso intensivo di due settimane comprende un programma interessante e vario, tra cui conferenze di professionisti,  la possibilità di sperimentare tecnologie e tecniche diverse.
Il programma offre visite guidate per sperimentare il gioco della luce nelle architettura del Rinascimento con la visita ai capolavori di Palladio e Scamozzi, le  opere di Carlo Scarpa, e offre l’accesso agli edifici di Piano, Fuksas, Ando, e per i recenti esperimenti di Traverso-Vighy  con la luce del giorno.
I partecipanti saranno invitati a sviluppare il proprio progetto luce, utilizzando modelli in scala sviluppando  il proprio metodo di ricerca.
info :

http://www.daylightthinking.com

daylighting course poster

daylighting course syllabus