… e alla fine per una sera il giardino che non c’è invece c’è stato. Coi suoi cubi colorati, le sue proiezioni, la musica e i suoi ottocento fiori luminosi. Ma non solo.C’era soprattutto il nostro entusiasmo e la nostra fatica dopo tutti questi mesi di lavoro: pause pranzo a discutere sul significato di quel giardino proprio lì, nel mezzo di via Padova. Ore a parlare di schermi, filtri, proiezioni colorate o in bianco e nero, cubi di cartone o di tessuto, lenzuola più o meno bianche. Serate passate con gli avvitatori in mano (in tutta questa storia la cosa più bella è stata proprio sporcarsi le mani e giocare a fare contemporaneamente il falegname, l’elettricista e il Direttore Lavori!). Innumerevoli discussioni, ovviamente, di illuminazione: di come alimentare autonomamente i LED dentro i fiori, di quali apparecchi utilizzare dentro i cubi-lanterne e, cosa più importante, di quale senso dare a questa misteriosa materia chiamata luce in un contesto straordinario che è quello di una festa di quartiere. Ecco, tutto questo era lì. Almeno fino ad un attimo prima che facesse buio e tutto si accendesse. Perché alla fine, quando si è acceso tutto e abbiamo visto quei cubi e quei fiori, eravamo più felici che stanchi. E ci siamo detti che sì, eravamo stati bravi … non solo perché i proiettori e tutto il resto funzionava bene, ma perché eravamo riusciti, almeno per una sera, a regalare a via Padova un piccolo sogno. O un piccolo fiore. Soprattutto quando, alla fine della serata, la gente un po’ alla volta si è portata via ridendo quegli ottocento fiori piantati sul prato e il giardino si è spontaneamente allargato e se n’è andato in giro per tutta la via a piedi, in bicicletta, in moto. C’era addirittura un camion dell’AMSA che girava con due fiori attaccati sul parabrezza e, all’una di notte, qualche fiore lo vedevi piantato nei vasi sui balconi. Insomma, un piccolo intervento di riqualificazione con la luce che alla fine, involontariamente e con tanto stupore, non abbiamo voluto solo noi ma è stato collettivo.

METIS lighting

Progetto realizzato da Metis Lighting : Francesca Beretta, Elena Buda, Chiara Castellarin, James Conathan,Vincenzo Cortese, Paolo Giovane, Giulia Gobino, Francesco Guastella,Eugenia Marcolli, Valeria Mirarchi, Marinella Patetta,Alberto Saggia, Giuseppe Scuderi, Daniela Tava, Claudio Valent, Mara Villa.

Con l’aiuto e la partecipazione delle suore e dei ragazzi dell’istituto “Preziosissimo Sangue”

Montaggio installazione: Volume S.r.l.

Sponsor tecnici: Aldabra, Arkilux, Entis Illuminazione, Flos Architectural, Light Contract, Piperlux, Sima Luce.

Credits fotografici:

James Conathan, Valeria Mirarchi, Paolo Pandullo, Giuseppe Scuderi, Emanuela Uva

 

2 commenti
  1. Andrea
    Andrea dice:

    uno dei motivi per cui amo questo lavoro, è dato dalla possibilità di esprimere la leggerezza di un attimo nella gravità dell’architettura. Il lavoro di Metis sottolinea la passione per la poesia attraverso un gesto capace donare un sorriso rischiarato dalla luce di un fiore luminoso. In questo blog abbiamo bisogno di questo! Di entusiasmo e passione per sorridere ad un futuro migliore grazie al lavoro dei lighting designers. Spero in 10, 100, 1000 altri giardini come questo. AD MAIORA.

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.