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03-aisthesis-villapanzaVi segnaliamo una affascinante mostra di respiro internazionale che documenta la ricerca e la poetica di due protagonisti dell’arte ambientale americana James Turrell e Robert Irwin.  Due grandi artisti, già presenti nella collezione di Varese dagli anni Settanta grazie alla lungimiranza di Giuseppe Panza di Biumo, committente dei loro memorabili site specific che hanno segnato in maniera definitiva la relazione tra l’uso dell’architettura e la creazione di nuove esperienze visive.

Il progetto espositivo – realizzato in collaborazione con il Los Angeles County Museum of Arts (LACMA), il Guggenheim Museum di New York, il Getty Research Istitute di Los Angeles e l’Archivio Panza di Mendrisio – coinvolgerà i visitatori in un articolato percorso in tutta la Villa: venti opere in mostra tra proiezioni, installazioni e opere site-specific racconteranno il lavoro dei due artisti, il loro singolare utilizzo della luce come medium creativo e il colto e fecondo rapporto con Giuseppe Panza di Biumo. La mostra è stata curata da Michael Govan, Direttore del LACMA di Los Angeles e Anna Bernardini, Direttore di Villa e Collezione Panza.

La mostra è iniziata il 27.11.2013 e proseguirà fino al 2.11.2014 negli spazi di Villa Panza a Varese

turrel2Spettacolare come sempre, anche questa volta Turrell riesce a sorprendere tutti con la sua installazione. E’ l’evento dell’estate artistica d’oltreoceano e il pubblico rimane a bocca aperta,  immerso in una gigantesca installazione luminosa.

La luce diviene la sola protagonista in uno dei luoghi sacri dell’arte e dell’architettura, il Guggenheim di New York. L’artista si impossessa di tutto l’edificio con una installazione luminosa e i visitatori, affascinati e sorpresi dall’efficacissimo gioco di luce, rimangono in uno stato di sospensione, ipnotizzati nel lento scorrere delle trasformazioni luminose.

Mai prima di oggi il Guggenheim si era prestato ad una operazione di sola luce e che mi ricordi,  mai prima d’ora lo spazio risultava così violentemente modificato.

La gente si chiede se questa è vera arte o sono solo virtuosismi spettacolari sapientemente utilizzati.

Ma non è questo che ci interessa. Ciò che è veramente stimolante, è l’intento dell’artista. Turrell non chiede al visitatore di “riconoscere” quello che vede, magari aiutandolo con didascalie, informazioni aggiuntive, indicazioni, ma piuttosto di riflettere sulle modalità del procedimento visivo. E questo non può che trovarci in sintonia.

Cinzia Ferrara

Guarda il video dell’installazione